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		<title>Di Stanca l&#8217;Italia è stanca.</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 09:10:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="460" height="286"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IGLLWKek8S4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;hd=1&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/IGLLWKek8S4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;hd=1&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="460" height="286"></embed></object></p>
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		<title>La mia Cuba tra verità, complotti e falsi dissidenti.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori dal coro]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Gianni Minà apparso sul Fatto Quotidiano il 22 aprile 2010 della falsa cronologia. Caro Direttore, approfitto della tua disponibilità a ospitare voci fuori dal coro per riflettere su un tema, Cuba, che mi appassiona e che conosco in profondità. Da dieci anni, infatti, dirigo la rivista Latinoamerica, con l&#8217;aiuto di scrittori, poeti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo di <a title="Fonte 1" href="http://www.giannimina-latinoamerica.it/editoriali/561-cosa-ce-dietro-la-nuova-campagna-contro-cuba"><strong>Gianni Minà</strong></a> apparso sul <a title="Fonte 2" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2477680&amp;yy=2010&amp;mm=04&amp;dd=22&amp;title=la_mia_cuba_tra_verita_complot"><strong>Fatto Quotidiano</strong></a> il 22 aprile 2010 della falsa cronologia.</em></p>
<p>Caro Direttore,<br />
approfitto della tua disponibilità a ospitare voci fuori dal coro per riflettere su un tema, Cuba, che mi appassiona e che conosco in profondità. Da dieci anni, infatti, dirigo la rivista <em><a href="http://www.giannimina-latinoamerica.it">Latinoamerica</a></em>, con l&#8217;aiuto di scrittori, poeti e premi Nobel di una parte di mondo che sta cambiando pelle e che per questo in Europa è spesso raccontata con pregiudizio. Il <em>Corriere della Sera</em>, a esempio, per tre volte in due settimane, con le firme di <strong>Pierluigi Battista</strong>, <strong>Elisabetta Rosaspina</strong> e <strong>Angelo Panebianco</strong>, si duole che la campagna scatenata recentemente contro Cuba dopo la morte del detenuto<strong> Orlando Zapata </strong>in seguito ad uno sciopero della fame, non abbia suscitato un coinvolgimento dell’opinione pubblica italiana, e in pratica chiede sanzioni. L&#8217;accanimento del <em>Corriere della Sera</em> è singolare, specie considerando che il giornale più diffuso d&#8217;Italia ignori, nello stesso tempo, notizie inquietanti sull’America latina (la mattanza di giornalisti in Messico con 15 morti quest&#8217;anno e 12 l&#8217;anno precedente, o il ritrovamento in Colombia della più grande fossa comune del Sudamerica con duemila vittime) mentre non da requie a Cuba. È iniziata evidentemente una campagna alla quale non si sottrae nessuno e che a volte sfiora il grottesco.<span id="more-562"></span></p>
<p><em>Wired</em>, per esempio, è una rivista patinata delle edizioni <em>Condé Nast</em>, interessata ai nuovi media e alle nuove tecnologie. Nell’ultimo numero dell’edizione italiana ci sono una dozzina di pagine su <em>Yoani Sanchez</em>, bloguera di moda per la quale si è speso <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/10/appello_per_yoani_sanchez.html">con un appello</a> anche Il Fatto Quotidiano. Lanciata dal gruppo <em>Prisa</em>, quello di <em>El Pais</em>, Yoani trasmette dall’Avana aiutata da un server tedesco (di proprietà del magnate <strong>Josef Biechele</strong>) con un&#8217;ampiezza di banda 60 volte più grande di qualunque altra utilizzata a Cuba. Su <em>Wired</em> Yoani viene fotografata e raccontata come un’improbabile modella in fuga dai cattivoni del governo, che non le danno il visto per andare a ritirare tutti i premi che le vengono assegnati in mezzo mondo da organizzazioni ostili alla Rivoluzione. La povera bloguera è costretta a dare appuntamenti ai giornalisti occidentali alle 10 del mattino al Parque Central.</p>
<p>E sarebbe anche credibile, salvo che <strong>Salim Lamrani</strong>, ricercatore e docente all’Università Paris Descartes, l&#8217;ha incontrata tranquillamente, e per ore, nella hall dell’Hotel Plaza, per un’intervista che pubblicheremo nel prossimo numero di <em>Latinoamerica</em> e nella quale, ora, Yoani sostiene di non riconoscersi, anche se le sue risposte sono state registrate con un moderno <em>iPhone</em>.</p>
<p>Dettagli sorprendenti, ma non troppo: tra i fondatori e i collaboratori di punta di <em>Wired</em> c’è <strong>Nicholas Negroponte</strong>, docente universitario e collaboratore del dipartimento della Difesa Usa quando Internet era solo un progetto militare. Nicholas è fratello del mitico <strong>John</strong>, negli anni &#8217;80 stratega della “guerra sporca” contro i sandinisti in Nicaragua e più tardi presenza inquietante in Iraq, dove fu ambasciatore nei giorni dell’uccisione, da parte del marines <strong>Lozano,</strong> di <strong>Nicola Calipari</strong>, l&#8217;agente dei servizi italiani che aveva appena salvato la giornalista del Manifesto <strong>Giuliana Sgrena</strong>.</p>
<p>Gli articoli e le iniziative contro Cuba, d’altronde, celano sempre sorprese. Fa senso, a esempio, scoprire in rete le immagini della manifestazione che, a Miami, ha aperto la nuova campagna di discredito cominciata il giorno dopo la morte di Orlando Zapata, detenuto da anni in carcere per reati comuni e negli ultimi tempi molto vicino alle <em>Damas en blanco</em>, movimento di dissidenza sovvenzionato &#8211; è stato appurato in un processo in Florida &#8211; dal terrorista <strong>Santiago Alvarez</strong>. Fa senso perché nel corteo guidato da <strong>Gloria Estefan</strong>, cantante di successo, figlia di un ex guardiaspalle della famiglia di <strong>Fulgencio Batista</strong>, il dittatore abbattuto dalla rivoluzione cubana, marciava anche un altro terrorista, il venezuelano <strong>Luis Posada Carriles</strong>, responsabile, fra i tanti delitti, dell’abbattimento dell’aereo della <em>Cubana de Aviacion </em>che nel 1976 provocò 73 vittime. Posada Carriles fu anche indicato fra i mandanti dell&#8217;omicidio dell’ex ministro degli Esteri di Allende, <strong>Orlando Letellier</strong>, assassinato a Washington nel 1976, e della campagna di attentati messa in atto a Cuba nel 1997 (tra le vittime l’italiano <strong>Fabio Di Celmo</strong>).</p>
<p>Questo Bin Laden latinoamericano, coperto dalla Cia, circola libero in Florida e chiede &#8220;libertà e democrazia&#8221; per Cuba. Io non so se il ministro <strong>Frattini</strong>, che dopo il caso Zapata ha tuonato contro Cuba, conosce queste storie. Ma so che non è credibile il ministro degli Esteri di un paese che si proclama democratico, ma esalta la bontà di un embargo assurdo, decretato per la sola colpa di aver scelto un destino sgradito agli Usa, un embargo che soffoca il popolo cubano da cinquant’anni ed è stato condannato dall’Assemblea dell’Onu diciotto volte di seguito, anche con il voto dell’Italia. Frattini sa che, dopo i 140 milioni di dollari stanziati da <strong>Bush</strong> nel 2008 per &#8220;cambiare faccia a Cuba&#8221;, anche <strong>Obama</strong> nel 2009, malgrado la crisi economica, ha stanziato 55 milioni per la stessa incombenza. A cosa pensa che servano questi soldi, il pacifico Frattini? A rasserenare un paese o a montare, in quella società già ferita dal terrorismo che viene dalla Florida, una strategia della tensione? Ma il nostro ministro si duole invece del fatto che l&#8217;Italia non si mobiliti contro la <em>Revolución</em>, ignorando il testimone che tutti i media italiani si passano sull’argomento da settimane.</p>
<p>Perfino <strong>Aldo Forbice</strong>, che blocca la parola in bocca a chiunque dissenta dalle sue tesi, chiede firme contro Cuba su Radio Rai, con la complicità dei radicali. In alcuni casi aderiscono anche media progressisti in politica interna ma molto attenti, in politica estera, a non turbare la linea del segretario di Stato <strong>Clinton</strong>, desiderosa di recuperare la presa sul continente a sud del Texas persa nella stagione di Bush Jr.. La maggior parte dei &#8220;dissidenti&#8221; incarcerati nel 2003, quando il governo Bush tentò la spallata contro Cuba favorendo tre dirottamenti aerei e il sequestro del ferry boat di Regla carico di turisti, sono stati condannati per aver preso, non si sa per quali servigi, soldi dal governo di Washington, elargiti dall’Ufficio di interesse degli Usa all’Avana. A parti invertite, negli Usa ciò procurerebbe processi per alto tradimento. Ma nelle cronache italiane si parla invece di giornalisti incarcerati per presunti reati d’opinione, eludendo il dettaglio che molti sono stati ingaggiati e retribuiti dal paese che tiene Cuba sotto embargo da mezzo secolo. Senza contare che questi mercenari nuocciono enormemente ai dissidenti sinceri e a voci coraggiose come quelle di <strong>Ambrosio Fornet</strong>, <strong>Soledad Cruz</strong>, <strong>Senel Paz</strong>, <strong>Leonardo Padura</strong>, che abbiamo pubblicato su Latinoamerica e che, dentro la Rivoluzione, criticano e si battono per le riforme, perché il governo si liberi dalla sindrome dell’assedio che l’attanaglia e rallenta l’evoluzione della società cubana. Insomma, in questi ultimi mesi nell’Isola non è cambiato nulla che giustifichi questo nuovo assedio politico.</p>
<p>Non essendo arrivate le aperture di Obama (che invece, recentemente, si è incontrato con i duri della Fondazione Cubano-americana) a torto o a ragione <strong>Raul Castro</strong> ha rinviato a sua volta le riforme. Ma fin dal summit delle Americhe, a Trinidad, gli Usa hanno capito che l’atteggiamento della maggior parte dei paesi del continente era cambiato. E al successivo vertice dell’Osa, Hillary Clinton ha dovuto acconsentire al reintegro, senza condizioni, di Cuba, dopo che gli stessi Stati Uniti, cinquant’anni fa, ne avevano chiesto l’esclusione. Questo cambio di vento politico in America latina è stato attribuito all’influenza dell’Isola, e non a torto. Così si è tornati ai vecchi metodi, resuscitando contro la <em>Revolución</em> l&#8217;argomento dei diritti umani già montato 25 anni fa da <strong>Reagan</strong>. Non era questo che ci si aspettava da Obama.</p>
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		<title>Le riforme del Regime del partito unico</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:55:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Gianni Ferrara, il manifesto, 9 aprile 2010 della falsa cronologia L&#8217;anomalia italiana perdurerà. In una nuova forma. Non sarà quella del «bipartitismo imperfetto», analizzato e denominato da Giorgio Galli, ai tempi della Repubblica democratica e antifascista. Ma quella del «monopartitismo disgiunto». Se la prima anomalia, per quanto le fu possibile durante la guerra fredda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <strong>Gianni Ferrara</strong>, <a title="Fonte" href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100409/pagina/01/pezzo/275683/">il manifesto</a>, 9 aprile 2010 della falsa cronologia</em></p>
<p><img src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/04/repubblica-italiana.jpg" alt="" title="" width="200" height="202" class="alignleft size-full wp-image-554 colorbox-552" />L&#8217;anomalia italiana perdurerà. In una nuova forma. Non sarà quella del «bipartitismo imperfetto», analizzato e denominato da Giorgio Galli, ai tempi della Repubblica democratica e antifascista. Ma quella del «monopartitismo disgiunto». Se la prima anomalia, per quanto le fu possibile durante la guerra fredda, seppe anche essere virtuosa, costruendo lo stato sociale, pessima sarà invece la seconda che mira proprio ad abbatterlo. I sintomi sono molti e inquietanti. Il sistema politico italiano si avvia a realizzare un «monopartitismo disgiunto» perché la disgiunzione attiene solo al ceto politico.<span id="more-552"></span><br />
Disgiunta è la destra nelle sue due formazioni (Pdl e Lega), ma omogenea come sensibilità, visione del mondo, interessi affastellati di classe, programma politico. Difende le regioni agiate la Lega, le classi agiate il Pdl. Basti pensare all&#8217;indifferenza del governo all&#8217;incremento continuo della disoccupazione, al decremento incessante dei salari, alla liquidazione per via legislativa del diritto del lavoro. Basti pensare alla discriminazione che le amministrazioni leghiste hanno perpetrato nei confronti dei lavoratori immigrati, al razzismo dei Borghezio, al federalismo fiscale della legge delega che lo attua basandolo sulla progressiva coincidenza territoriale delle entrate fiscali e della spesa pubblica.</p>
<p>Disgiunta è anche la sinistra come schieramento complessivo e all&#8217;interno di ciascuno dei suoi pezzi. Come se non bastasse, la sua formazione più consistente (della quale qualche leader nella campagna elettorale del 2008 rinnegò pure l&#8217;appartenenza alla sinistra) è divisa. Perché incerta è la sua identità. Non ha precedenti nella storia d&#8217;Italia dell&#8217;ultimo secolo. E in quello precedente, il partito democratico si dissolse dopo Teano nel trasformismo di Depretis, nell&#8217;avventurismo reazionario di Crispi.<br />
Ma l&#8217;incertezza sulla sua identità rende il Pd sostanzialmente subalterno alla destra. Per aver sposato il «pensiero unico» del liberismo, aver accettato la precarietà come ineluttabilità da attenuare con la compassione, aver creduto nella falsa e ipocrita parità dei punti di partenza, nelle miracolose virtù della competizione che avrebbe premiato il merito e ad altre ingannevoli idiozie.</p>
<p>Si dimostra subalterna alla destra perché ne condivide il progetto politico complessivo, sulla forma di stato e sulla forma di governo. Lo dichiarano esponenti di secondo e di primo rango del Pd. Quando dicono che non possono rifiutare di discutere di riforme costituzionali, di come incrementare i poteri del Presidente del consiglio, che già ne dispone in misura inaudita, unica al mondo, di presidenzialismo, di semipresidenzialismo, di premierato. Riforme che sono travolgenti la Costituzione vigente e sarebbero approvate da un Parlamento composto da un personale privo di una credibile rappresentanza politica perché «nominato» dai cinque leaders dei partiti presenti alla Camera ed al Senato. In base a quale principio può modificare nientemeno che la forma di governo un Parlamento formato sulla base di una legge elettorale di incerta costituzionalità e di legittimità democratica indimostrabile?</p>
<p>Abbiamo già discusso di riforme costituzionali negli anni scorsi. Ne discutemmo nel 2006 durante la campagna referendaria sul «premierato assoluto» e sulla devolution, che Berlusconi voleva imporci e che le elettrici e gli elettori italiani respinsero col referendum del 25-26 giugno di quell&#8217;anno, riaffermando una adesione ampia, convinta e profonda alla Costituzione repubblicana.<br />
Non vale quel voto? Non vale la volontà popolare che si manifestò così chiaramente, così nettamente? Non vale per il capo del «Popolo della libertà» che, dopo quattro anni, vuole&#8230; la rivincita su tutto il popolo? Non vale neppure per il Pd? Se non vale per il Pd, non siamo allora di fronte a un monopartitismo che è disgiunto solo per l&#8217;articolazione del ceto politico in lotta per la direzione del partito unico, espressione del «pensiero unico»?</p>
<p>Non siamo allora di fronte al regime del partito unico? C&#8217;entra nulla con la democrazia l&#8217;alternanza tra omologhi, omologhi nel comprimere la rappresentanza politica spostando il potere da una pluralità a un uomo solo, omologhi come lo possono essere e lo sono dei professionisti politici che competono solo per la rispettiva perpetuazione?<br />
Ma quel che resta della sinistra, ovunque sia sparsa, cosa attende per unirsi e impugnare la bandiera della Costituzione e della democrazia italiana?</p>
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		<title>Un tranquillo venerdì di regime</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 11:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marco Travaglio (28 marzo 2010 della falsa cronologia) @ Il Fatto Quotidiano Ultime notizie dalla celebre democrazia del Bananistan. Venerdì pomeriggio, l’altroieri, Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio è atteso per le 14.30 negli studi di Sky, sulla via Salaria a Roma, per una lunga intervista in diretta a SkyTg24. Per strada, il solito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <a title="Blog di Marco Travaglio" href="http://www.voglioscendere.it/"><strong>Marco Travaglio</strong></a> (28 marzo 2010 della falsa cronologia) @ <a title="Fonte" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2463295&amp;yy=2010&amp;mm=03&amp;dd=28&amp;title=un_tranquillo_venerd%u00ec_di_regim"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-543 alignleft colorbox-540" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 2px;" title="Marco Fabio Quintiliano (Partito dell'Odio)" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/MarcoFabioQuintiliano.jpg" alt="Marco Fabio Quintiliano (Partito dell'Odio)" width="166" height="283" />Ultime notizie dalla celebre democrazia del <strong>Bananistan</strong>. Venerdì pomeriggio, l’altroieri, Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio è atteso per le 14.30 negli studi di Sky, sulla via Salaria a Roma, per una lunga intervista in diretta a SkyTg24. Per strada, il solito spiegamento di uomini armati fino ai denti. Il corteo presidenziale, sobriamente formato da un furgoncino blindato, da tre auto e da una pattuglia motorizzata di carabinieri, attraversa il piazzale del palazzo murdochiano. Anche la vigilanza interna è mobilitata, casomai alle dipendenze del noto magnate bolscevico australiano si annidassero cellule sovversive. Infatti ne viene subito scoperta una, nel reparto grafici: sull’ampia vetrata dei loro uffici campeggia in bella (si fa per dire) vista un foglio bianco formato A4 (21 x 29 centimetri su una superficie di 4 metri per 4) con una scritta inequivocabile: una citazione dell’ultimo iscritto al <strong>Partito dell’Odio</strong>, tale <strong>Marco Fabio Quintiliano</strong>, classe 35 d.C., nativo di Calagurris Iulia Nasica (Spagna), che dai primi accertamenti non risulta schedato.<br />
<span id="more-540"></span><br />
La scritta recita testualmente (ci scusiamo con i minori eventualmente in lettura): &#8220;<strong>Odiare i mascalzoni è cosa nobile</strong>&#8220;. Trattasi della citazione recitata da un altro facinoroso, il noto <a href="http://www.danieleluttazzi.it/">Daniele Luttazzi</a>, la sera precedente nella radunata sediziosa del Paladozza a Bologna. Alla parola &#8220;<strong>mascalzone</strong>&#8220;, il pensiero dei vigilantes corre immediatamente al premier. Pronta e scattante come non mai, la security Sky allerta la scorta presidenziale. Ed ecco due nerboruti agenti della Digos materializzarsi sul luogo del delitto. Sbarrano tutte le finestre che s’affacciano sul cortile, onde evitare sguardi indiscreti. Piombano dinanzi alla vetrata. Leggono la parola &#8220;mascalzone&#8221; e, anche per loro, l’associazione d’idee col presidente del Consiglio è automatica. Sequestrano il corpo del reato (il foglio A4 con l’orrenda scritta). Poi uno dei due, il più sveglio, si dirige verso il computer principale dell’ufficio, vi prende posto con fare minaccioso e inizia ad armeggiare sulla tastiera. Ma è ben presto costretto ad arrendersi dinanzi a un oggetto misterioso che inopinatamente sostituisce il tradizionale mouse: si chiama &#8220;tavoletta grafica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai primi sintomi di un’ernia al cervello, l’agente intima a una ragazza seduta lì vicino di stampargli i file aperti di recente, nella certezza di smascherare immantinente gli autori del vile attentato cartaceo. Ma invano. Anche perché i due principali sospettati – peraltro rei confessi, in concorso con il Quintiliano di cui sopra &#8211; sono già stati tradotti all&#8217;ingresso dell’edificio. Qui altri agenti in assetto antisommossa chiedono loro i documenti per procedere all’identificazione e scortarli in questura. Soltanto il pronto intervento di un rappresentante legale dell’emittente ne scongiura il fermo. Ma la denuncia è scontata, il reato si troverà. Segue mail ufficiale dell’ufficio Risorse Umane dell’azienda, che rammenta a tutti i dipendenti quanto segue: &#8220;È legittimo avere opinioni politiche di qualunque tipo, ma non fare esternazioni nei relativi spazi&#8221;. Voci di corridoio giurano di aver udito gli agenti della Digos commentare che quanti lavorano a Sky sono tutti comunisti, come del resto il loro editore Murdoch, noto amico di Bush.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta, contrariamente a quanto accaduto in occasione dei lanci di cavalletti e souvenir, la sicurezza presidenziale ha funzionato con perfetta efficienza e l’incolumità del premier è salva. Provvede poi lui a farsi del male da solo nell’intervista in studio, con le consuete litanie sul partito dell’amore e sul comunismo alle porte che mettono in fuga gli eventuali telespettatori all’ascolto, totalizzando alla fine un formidabile 0,3% di share (contro 2.5% di Raiperunanotte soltanto su Sky). Proseguono intanto, con posti di blocco e unità cinofile, le ricerche del capocellula, il succitato Quintiliano, resosi irreperibile.</p>
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		<title>Mutande in ghisa per le visite in Vaticano: esaurite le misure per bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 15:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[potere temporale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Robecchi (26 marzo 2010 della falsa cronologia) Roma &#8211; Bancarelle di souvenir prese d’assalto, negozi di articoli sacri con la fila fuori, in attesa dei rifornimenti. &#200; boom a Roma per un articolo molto richiesto dai visitatori di tutto il mondo: le speciali mutande di ghisa consigliate da tutte le guide turistiche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di <strong>Alessandro Robecchi</strong> (26 marzo 2010 della falsa cronologia)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.alessandrorobecchi.it"><img class="alignleft size-full wp-image-539 colorbox-538" title="alessandrorobecchi.it" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/Ratzinger12.jpg" alt="" width="200" height="279" /></a> Roma &#8211; Bancarelle di souvenir prese d’assalto, negozi di articoli sacri con la fila fuori, in attesa dei rifornimenti. &Egrave; boom a Roma per un articolo molto richiesto dai visitatori di tutto il mondo: le speciali mutande di ghisa consigliate da tutte le guide turistiche per visitare Città del Vaticano e la basilica di San Pietro. &#8220;Con quello che si sente in questi giorni &#8211; ha detto un turista polacco &#8211; è meglio non avventurarsi da queste parti senza le speciali culottes protettive. Non lo dico per me, ma almeno per i bambini&#8221;. &#8220;Venire in Vaticano ci piace sempre &#8211; ha detto un giovane seminarista irlandese &#8211; ma qualche precauzione è meglio prenderla, non si sa mai&#8221;. Il timore diffuso è che un attimo di distrazione possa trasformare i pellegrini in voci bianche del coro di Ratisbona, o in piccoli ospiti delle scuole cattoliche americane.<br />
<span id="more-538"></span><br />
&#8220;&Egrave; bello che lo spirito santo entri in piccole creature indifese &#8211; dice un prelato che preferisce restare anonimo &#8211; ma mi raccomando, che nelle piccole creature entri solo quello!&#8221;. Intanto, per le poche mutande in ghisa rimaste sulla bancarelle, i prezzi sono schizzati alle stelle e siamo vicini al tutto esaurito. Introvabili le misure per bambini, come pure allarmi e spray urticanti anti-violenza, che ognuno vuole tenere a portata di mano nel caso di brutti incontri. I fornitori sono comunque all’opera per rifornire negozi e bancarelle: &#8220;Presto &#8211; dice un venditore &#8211; arriveranno le speciali mutande in kevlar, e allora visitare il Vaticano non sarà più rischioso che passeggiare a Copacabana&#8221;.<br />
Nella foto, un sospettato di insabbiamento dopo il fermo.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="alessandrorobecchi.it" href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201003/mutande-in-ghisa-per-le-visite-in-vaticano-esaurite-le-misure-per-bambini/">Fonte</a></p>
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		<title>Raiot per una notte</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama Rai per una notte ed è l&#8217;iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) atta a contrastare l&#8217;incessante attività di controllo ideologico, morale e del pensiero, che vuole gl&#8217;Italiani sempre più simili a dei buoi con l&#8217;anello al naso attaccati al carro&#8230; del re nudo. La trasmissione sarà condotta da Michele Santoro ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="colorbox-536"  src="http://www.antefatto.it/immagini/blog/raixunanotte360X70.jpg" mce_src="http://www.antefatto.it/immagini/blog/raixunanotte360X70.jpg" border="0" usemap="#Map_top" /><br />
<map name="Map_top" id="Map_top">
<area shape="rect" mce_shape="rect" coords="287,4,359,65" mce_coords="287,4,359,65" href="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&#038;hosted_button_id=MY6JRBB6CZQML " mce_href="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&#038;hosted_button_id=MY6JRBB6CZQML" />
<area shape="rect" mce_shape="rect" coords="5,3,286,69" mce_coords="5,3,286,69" href="http://www.raiperunanotte.it/" mce_href="/" /></map>
</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiama <a href="http://raiperunanotte.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=1&amp;Itemid=2">Rai  per una notte</a> ed è l&#8217;iniziativa della  Federazione Nazionale  della Stampa  Italiana (FNSI) atta a contrastare l&#8217;incessante  attività di controllo ideologico,  morale e del pensiero, che  vuole gl&#8217;Italiani  sempre più simili  a dei  <em>buoi con l&#8217;anello al naso attaccati al carro</em>&#8230; del re nudo.<br />
La trasmissione sarà condotta  da Michele Santoro ed andrà in  onda, in diretta da  Bologna, su Sky e  in streaming su Internet,  dove l&#8217;attività  censoria sfuma  miseramente e  non va  a devastare quanto resta delle nostre coscienze di cittadini non sudditi; dove i <em>ministri officianti nella liturgia del culto dell&#8217;imperatore</em> non attecchiscono;  dove il signore  delle tenebre non oscura, non nasconde, non cancella.<br />
Se poi ne avete voglia, fate la vostra donazione di  2,5 € Euro direttamente dal sito web collegato all&#8217;evento.</p>
<div id="attachment_537" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.facebook.com/pages/RAI-PER-UNA-NOTTE/403173375925?v=wall&amp;ref=ts"><img class="size-full wp-image-537  colorbox-536" title="Rai per una notte su Facebook" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/raiot.jpg" alt="Rai(ot) per una notte" width="450" height="639" /></a><p class="wp-caption-text">RAI PER UNA NOTTE è anche su Facebook</p></div>
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		<title>Il Garante</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:58:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Umorismo digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Daniele (15 marzo 2010 della falsa cronologia) - Presidente, è arrivato il furgone. L&#8217;anziano capo di Stato sospirò, osservando con aria triste i commessi del Quirinale scaricare le casse coi decreti da firmare. - Aumentano ogni giorno&#8230; - Ma no, Presidente, oggi sono solo una dozzina di casse &#8211; disse il segretario &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <strong>Alessandra Daniele</strong> (15 marzo 2010 della falsa cronologia)</em></p>
<p><img src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/mostri.jpg" alt="" title="" width="220" height="293" class="alignleft size-full wp-image-534 colorbox-531" style="margin: 0 10px 5px 0;" />- Presidente, è arrivato il furgone.<br />
L&#8217;anziano capo di Stato sospirò, osservando con aria triste i commessi del Quirinale scaricare le casse coi decreti da firmare.<br />
- Aumentano ogni giorno&#8230;<br />
- Ma no, Presidente, oggi sono solo una dozzina di casse &#8211; disse il segretario &#8211; su, inserisca la mano nell&#8217;autosig, che io carico il serbatoio.<br />
Il segretario aprì la prima cassa, e cominciò a stipare mucchi di fogli A4 in quella che sembrava una voluminosa fotocopiatrice. Il Presidente infilò la mano in un intrico di forcelle e anelli metallici inserito sul ripiano della sua scrivania. Il dispositivo scattò, bloccandogli le dita nella posizione dello scrivano. Il segretario ci inserì una penna.<br />
- Cominciamo con questi, che sono i più urgenti.<br />
<span id="more-531"></span><br />
- Perché?&#8230; &#8211; chiese il Presidente in tono mesto.<br />
Il segretario sorrise.<br />
- Ma lo sa! Non l&#8217;avrà dimenticato di nuovo, vero?&#8230;Magistratura e codici sono stati aboliti perché obsoleti, quindi ogni giorno il governo deve emettere abbastanza decreti legge per regolare tutte le principali controversie legali del paese. &Egrave; una faticaccia, sa? &#8211; continuò col tono che si usa per i bambini piccoli &#8211; Lei ne fa la parte più leggera, è solo il Garante, non deve neanche muovere le dita per firmare, gliele muove l&#8217;autosig!<br />
La macchina cominciò a sfornare fogli A4 sulla scrivania del Presidente, alla velocità di una contasoldi. L&#8217;intricata morsa metallica che stringeva la mano del Presidente cominciò a farle produrre una frenetica serie di firme.<br />
- Ahia&#8230;<br />
<img src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/Garante.jpg" alt="" title="" width="179" height="176" class="alignright size-full wp-image-533 colorbox-531" style="margin: 0 0 5px 10px;" />- Fa male?&#8230;Troppo veloce? Mi dispiace Presidente, resista, il clan dei Castrignani deve ottenere subito tutti gli appalti, le amnistie, e i condoni che ha chiesto, o stasera diserterà il megaparty del premier, e le ragazze sono già pagate. E poi domani si vota, le liste governative che non sono state presentate in tempo devono ottenere la consueta vittoria a tavolino con il settanta per cento di voti di default&#8230;<br />
La macchina accelerò. Sempre più veloce. Poi si bloccò di colpo, con uno sfrigolio sordo. Le luci si spensero.</p>
<p>- &Egrave; morto. Fulminato &#8211; disse il medico del Quirinale. esaminando il cadavere del Presidente &#8211; la morsa metallica ha trasmesso alla mano la scarica del cortocircuito. Il salvavita non è scattato in tempo per salvare la sua. Aveva già il cuore debole.<br />
- Come facciamo adesso? &#8211; chiese il segretario &#8211; Questi decreti devono assolutamente essere firmati entro stasera!<br />
- Il motore è a posto &#8211; disse il tecnico, sbucando da dietro la macchina dei decreti &#8211; E anche il processore. Ho sostituito i fusibili, funziona di nuovo.<br />
Il medico e il segretario si scambiarono un&#8217;occhiata. La mano del Presidente, rimasta bloccata nella morsa, reggeva ancora la penna.<br />
- Riaccenda &#8211; disse il segretario &#8211; finiamo il lavoro.<br />
<a title="Fonte" href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/03/003390print.html"><img class="alignright size-full wp-image-238 colorbox-531" style="margin: 10px 0 5px 5px;" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/02/carmillaOLhead.jpg" alt="" width="140" height="47" /></a></p>
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		<title>Pulp Condicio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 15:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Daniele (08 marzo 2010 della falsa cronologia) &#8211; Buonasera, benvenuti alla prima Tribuna Elettorale di questa importante tornata amministrativa &#8211; il conduttore accennò un sorriso cortese &#8211; Ricordo ai telespettatori che, secondo le nuove norme per la tutela della privacy, solo il simbolo del partito apparirà sulla scheda, mentre i candidati resteranno rigorosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di <strong>Alessandra Daniele</strong> (08 marzo 2010 della falsa cronologia)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-529 colorbox-528" style="margin: 0 10px 5px 0;" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/sangue.jpg" alt="" width="180" height="135" /> &#8211; Buonasera, benvenuti alla prima Tribuna Elettorale di questa importante tornata amministrativa &#8211; il conduttore accennò un sorriso cortese &#8211; Ricordo ai telespettatori che, secondo le nuove norme per la tutela della privacy, solo il simbolo del partito apparirà sulla scheda, mentre i candidati resteranno rigorosamente anonimi, anche in questa sede. Alla mia destra, col cappuccio nero, il candidato del PDL-VFAC, Partito Della Libertà, della Vittoria, della Felicità, dell&#8217;Amore, e del Cuore. Alla mia sinistra, con la testa da coniglio di peluche, il candidato del PD, Partito Disponibile. La parola ai giornalisti.<br />
<span id="more-528"></span><br />
L&#8217;inquadratura mostrò due uomini di mezz&#8217;età e una donna bionda, seduti all&#8217;interno di una tribunetta semicircolare chiusa sul davanti.<br />
- Buonasera candidato del PDL &#8211; esordì il primo giornalista &#8211; Dunque&#8230;quello dell&#8217;occupazione rimane uno dei problemi principali di questa fase politico-economica&#8230;<br />
L&#8217;uomo col cappuccio nero estrasse una pistola, e gli sparò alla testa.<br />
- La ringrazio per avermi fatto questa domanda &#8211; disse.<br />
Il cadavere del giornalista si afflosciò in avanti, restando però legato alla tribunetta.<br />
- Lei mi ha dato un&#8217;occasione per illustrare il più recente ed efficace provvedimento governativo che favorisce la mobilità. &#8211; continuò l&#8217;incappucciato &#8211; Il &#8220;Collegato Lavoro&#8221; consente infatti la stipula di contratti atipici coi quali i lavoratori accettano di subire deroghe alle norme di legge. <em>Qualsiasi</em> legge. Per gli imprenditori diventa quindi molto più agevole <em>sollevarli</em> dal loro impiego, liberando nuovi posti di lavoro.<br />
L&#8217;uomo con la testa da coniglio annuì.<br />
- Passiamo alla prossima domanda &#8211; disse il conduttore.<br />
Il secondo dei giornalisti accennò un&#8217;inchino per quanto glielo consentiva la tribunetta.<br />
- Buonasera candidato del Parco Della Vittoria&#8230;cioè..del Partito Del VAF&#8230;- impallidì &#8211; mi scusi, ma io io non mi permetto&#8230;.<br />
- La domanda &#8211; sollecitò l&#8217;incappucciato.<br />
Il giornalista sussultò.<br />
- Sì, certo, subito&#8230;.la prego di perdonarmi l&#8217;eventuale involontaria impertinenza se le chiedo&#8230;.come fate a essere sempre così stupendi?&#8230;.<br />
L&#8217;incappucciato si appoggiò allo schienale della sua poltroncina.<br />
- Ci viene naturale.<br />
Il giornalista sorrise, annuendo vigorosamente.<br />
- Oh sì!&#8230;E&#8217; un peccato non avere le braccia libere per potere applaudire!&#8230;<br />
L&#8217;uomo col cappuccio nero gli sparò in piena faccia.<br />
Schizzi di sangue e materia raggiunsero la telecamera.<br />
- La libertà di stampa è importante &#8211; disse l&#8217;incappucciato &#8211; ma l&#8217;imparzialità lo è di più, per una corretta informazione.<br />
L&#8217;uomo con la testa da coniglio annuì.<br />
- Prossima domanda &#8211; disse il conduttore.<br />
- Aiuto! &#8211; urlò la giornalista bionda.<br />
Il colpo la raggiunse alla fronte.<br />
- A scanso di equivoci &#8211; disse l&#8217;incappucciato &#8211; vorrei ricordare che nelle donne il cervello non è un organo vitale.<br />
L&#8217;uomo con la testa da coniglio annuì.<br />
Il conduttore sorrise.<br />
- Bene. La fase dedicata alla stampa s&#8217;è conclusa. Passiamo adesso al confronto diretto fra i due candidati.<br />
Due cerchi di metallo sbucarono fuori dai braccioli della poltroncina dell&#8217;uomo coniglio, bloccandogli le braccia come ceppi. Il coniglio si agitò inutilmente.<br />
- Prego, candidato del PD &#8211; disse il conduttore &#8211; rivolga la prima domanda al suo avversario.</p>
<p><a title="Fonte" href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/03/003380print.html"><img class="alignright size-full wp-image-238 colorbox-528" style="margin: 10px 0 5px 5px;" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/02/carmillaOLhead.jpg" alt="" width="140" height="47" /></a></p>
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		<title>La razza, la ressa, la rissa&#8230; la rozza, la zuffa!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco dalla palude]]></category>
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		<description><![CDATA[Andrea Scanzi in Siete tutti villani (10 marzo 2010 della falsa cronologia) Il mondo si divide in due categorie: quelli che sanno cos’è l’alchermes e quelli che non lo sanno. Io lo so, quindi posso parlare. Voi no. Voi siete brutti, frustrati e sfigati. Soprattutto: voi siete villani. Ve l’ha appena ricordato anche il Premier. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Andrea Scanzi</strong> in <a title="Fonte: Micro-Mega-Online" href="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/10/siete-tutti-villani/"><strong>Siete tutti villani</strong></a> (10 marzo 2010 della falsa cronologia)</em></p>
<p><a href="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/la-russa-286x300.jpg"><img class="size-full wp-image-524 alignleft colorbox-525" title="Vignetta" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/la-russa-286x300.jpg" alt="" width="257" height="270" /></a></p>
<p>Il mondo si divide in due categorie: quelli che sanno cos’è l’alchermes e quelli che non lo sanno. Io lo so, quindi posso parlare. Voi no. Voi siete brutti, frustrati e sfigati. Soprattutto: voi siete villani.<br />
Ve l’ha appena ricordato anche il Premier.</p>
<p>La vostra pochezza è tale che, col <em>Fatto</em> in tasca e il santino di Travaglio tra le mutande, già vi iscrivete al Fan Club di Rocco Carlomagno. &#8220;L’unico giornalista che fa domande&#8221;, dite. Puah (cit). È davvero grande l&#8217;esecrabilità che alligna nella vostra cute sovversiva. Carlomagno non è un giornalista. È un provocatore, un iscritto al Pd lucano.<br />
<span id="more-525"></span><br />
Uno che aveva già fatto perdere le staffe a Marco Pannella (che notoriamente non alza mai la voce). Uno che sabato scorso, al Pantheon, urlava contro Emma Bonino. Sono questi i vostri eroi.  Neanche Brecht avrebbe più parole per descrivervi.<br />
Eppure voi, protetti dai vostri cachemire di pelle di foca albina, già esultate. Per fortuna che c&#8217;è Luigi Amicone. Per fortuna che ci sono i Droidi. Per fortuna che ci sono i supporti audio-video, di cui io e solo io posso fare serie esegesi e micragnose elaborazioni strategico-lessicali.<br />
Allora, il video è questo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="274" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2010/berludistu100310a.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Berlusconi, lira sul contestatore&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-parapiglia-con-un-contestatore/43712?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=italia###" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="274" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2010/berludistu100310a.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Berlusconi, lira sul contestatore&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-parapiglia-con-un-contestatore/43712?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=italia###" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>C&#8217;è Silvio Berlusconi, il nostro Premier, che sta parlando della Polverini. Quindi non sta parlando di niente. È una conferenza stampa con giornalisti autorizzati. Quindi è un comizio con un pubblico scelto. Il Premier appare scuro in volto, il cipiglio non è sufficientemente fiero. Imbronciato, ascolta con giusto sdegno la pochezza degli interlocutori.Un provocatore empio (Carlomagno) sta parlando senza microfono.</p>
<p>Ecco l’esegesi.</p>
<p>&#8220;(<em>Carlomagno parla, disturba, provoca. Berlusconi gesticola, accigliato e indignato</em>). Scusi lei è f- è fuori ordine (<em>?</em>) attenda arriverà il suo turno (<em>di essere querelato, verosimilmente</em>). PREGO! <em>(ordina di fargli una domanda, indicando alla sua destra – ovviamente -, ma il sovversivo non tace. Berlusconi titilla con una certa lascivia il gambo del microfono. Ma il sovversivo non tace. Berlusconi si sta alterando. Lo percepisco. Si vede dalla cornea irata</em>). Scusi..scusi…la prego (<em>non si sa a chi stia parlando, ma indica sempre a destra, dove forse si è nascosto Minzolini in incognito</em>). Lei non ha in questo momento  l’opportunità di intervenire (<em>come quasi tutti gli italiani, peraltro</em>) perché l’intervenire l’intervenire è qua (<em>paraponziponzipà</em>). Allora… <em>(titilla di nuovo il microfono, ora però senza lascivia ma con mera malinconia</em>) Senta oohh ahhh lo potete accompagnare (<em>in Siberia</em>) gentilmente (<em>certo</em>) alla porta il signore (<em>subito spunta Jeeg Robot La Russa, che quando c&#8217;è da espellere qualcuno sente odor di giovinezza giovinezza, che si fugge tutta via, manganelli di bellezza</em>) la prego la prego la prego&#8221;.</p>
<p>Qui – attenzione – compare un galoppino che gli sussurra: &#8220;La prego non esageri, le potrebbero fare queste domande c&#8217;è un’agenzia di Fini ghmgh&#8221;. Ed è forse sintomatico (?) che un consigliere lo esorti a non trascendere, ma noi siamo certi che il Premier non trascenderà (non lo fa mai). Andiamo avanti.<br />
Prende la parola Giulia Foschini, che fa una domanda innocua. Berlusconi riprende colore, ma il sovversivo continua a cianciare. Mariella Venditti, <em>Tg3</em>, prende le difese del trotzkista, asserendo – bolscevicamente – che non è democratico allontanare una persona solo perché fa domande (che due palle, questi revanscismi democratici). E qui Berlusconi – che a queste cose gli caricano (cit) – si esalta. Daje Silvio.</p>
<p>&#8220;No un giornalista che… (<em>pausa satura di livore</em>)… in-ter-rom-pe (<em>scandito a mo’ di Piazza Venezia</em>) le domande in maniera inopportuna e sgarbata nei confronti dei suoi colleghi (<em>cioè Berlusconi difende i giornalisti. Ma il sovversivo riparte</em>) nei confronti del.. non abbiamo precofenzionato nulla (<em>e chi va mai a pensare una cosa del genere, a parte Santoro?</em>) ueghm… LEI È UN VILLANO (&#8220;<em>villano&#8221;. Una parola che in tivù aveva usato fino ad oggi solo Franco Melli al Processo di Biscardi. Del resto Berlusconi è quello di &#8220;cribbio&#8221;, &#8220;insufflato&#8221;, &#8220;criminoso&#8221;. Le parole gli escono così, come se avesse ingoiato un Devoto-Oli in aramaico desueto</em>). (<em>Nel frattempo è rispuntato La Russa, il Ministro Buttafuori, a cui prudono orgiasticamente le mani. Egli, novello Italo Balbo, Balilla de mi corazon, si dirige verso il trotzkista, speranzoso di farlo finire come Bakunin</em>). E i villani meriterebbero ben altra cortesia rispetto a quella che sto praticando nei suoi confronti (<em>cioè cacciarlo via: una graaaande cortesia</em>). Si VERGOGNI!&#8221; (<em>chiosa buona per ogni occasione</em>).</p>
<p>Sono passati alcuni minuti. Al Premier dicono che &#8220;quel signore non è un giornalista&#8221; (cosa verissima).<br />
&#8220;Ah. È un provocatore. Tutto qui. Va bene ahhh va bene. Agghhhh. A ene a ene (<em>nel frattempo</em> <em>sono cadute le iniziali, forse è un codice Morse</em>). (<em>Il trotzkista parla, e La Russa – che gli è accanto con fare sgherro – lo ammonisce con la saggezza dei giusti: &#8220;Nooo non sei pubblicista!&#8221;</em>). EÈ solo un villano. PREGO! (<em>ordina di nuovo a una giornalista di fargli una domanda GIUSTA, ma ormai il marasma regna</em>). Pronto (<em>è convinto di essere al telefono, siamo al delirio assoluto. È leggenda. Menomale che Silvio c&#8217;è</em>)&#8221;.</p>
<p>Passano alcuni minuti. Berlusconi è sempre più nero (non solo nel senso delle simpatie politiche).<br />
&#8220;E c&#8217;è e c&#8217;è (<em>una filastrocca?</em>) sììììì (<em>il trotzkista riparte</em>). Lei si sta rendendo non solo volgare ma anche ridicolo (<em>e un po’ è vero</em>). Lei si sta arighre (<em>narghilè?</em>) ma visto eeheh uuu no no (<em>sì, è un linguaggio Morse, infatti la Russa annuisce e riparte fascistissimo verso il reprobo. Carlomagno dirà di avere ricevuto due pugni dal Ministro Buttafuori, ma senz’altro mente</em>)&#8221;.</p>
<p>Attenti, qui arriva la battutona di Berlusconi. Quando è in difficoltà, il Premier suole tratteggiarsi come uomo fascinoso e fatale, lasciando intendere che chi lo odia lo fa solo per invidia e frustrazione. E perché fisicamente è brutto incancrenito (a differenza di Berlusconi, conclamato Adone). EÈ una tattica usata anche con Renato Soru. Qui il Premier concede il bis (e noi ne godiamo).</p>
<p>&#8220;Io capisco che lei sia così arrabbiato, e sa perché? Perché penso che tutta la mattina se va a pettinarsi  (<em>Carlomagno è pelato, mentre come noto il Premier ha la criniera di Robert Plant</em>) davanti allo specchio si vede e si è già rovinato la giornata (<em>ahahahahahahahah, che mattacchione</em>). Va bene eheheh (<em>eh eh eh</em>)&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/baraldi_larussa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-526 colorbox-525" title="Vignetta" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/baraldi_larussa-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a> La conferenza stampa (?) volge al termine, qualcuno si alza ma c&#8217;è chi grida con tono imperioso: &#8220;SEDUTI!&#8221; (e chi non si siede lo fucilano).</p>
<p>&#8220;Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei&#8221; (<em>Berlusconi c&#8217;è rimasto male. Ride, ma c&#8217;è rimasto male. Perché lo odiate così tanto?</em>). Buon lavoro a tutti e grazie! (<em>la gente si alza di nuovo, ma da dietro gridano tutti &#8220;SEDUTI!&#8221;. Un po’ sono i fotografi – pallosissimi -, un po’ dev’essere Himmler che si è infilato di straforo nel consesso</em>).</p>
<p>La cosa poteva finire qua, ma Berlusconi – che ha ora alla sua destra la fiera Polverini – non ce la fa a trattenersi. Deve tornare sulla vicenda. Ascoltiamolo.</p>
<p>&#8220;Vorrei vorrei (<em>vorrei</em> <em>la pelle nera</em>) fare un’ultima osservazione (<em>vai Silvio, vai</em>). Vede alha (<em>eia eia alalà</em>) a nessuno di noi passerebbe neppure per la testa di andare a disturbare una conferenza stampa di un leader della sinistra in un momento come questo (<em>perché loro sono il Partito dell’Amore, e Gasparri è lì a dimostrarlo).</em> Questo dimostra la sua assoluta antidemocraticità (<em>e lui se ne intende</em>) e liberalità, e per questo mi sono permesso di dirle: &#8220;SI VERGOGNI!&#8221;. Glielo ripeto con convinzione (<em>parte qualche applauso: sì, c&#8217;era anche Minzolini</em>).</p>
<p>Ora.  Questo finale poteva anche reggere. Di per sé non è male. Se ti interrompono, tu giustamente ti incazzi. Però così era un finale troppo morbido. Inaccettabile. E allora il Premier deborda e sciaborda.</p>
<p>&#8220;Questa è la sinistra! (<em>la Polverini ride. Forse pensava alla sua carriera</em>). Questa è la sinistra con cui abbiamo a che fare! Bravo! (<em>e poi sorride per i fotografi</em>, <em>ma è un sorriso triste, a me ha commosso</em>)&#8221;.</p>
<p>Riassumendo. La sinistra è tutta come Carlomagno. La destra è tutta come Carlo Magno. Vedi tu come cambia la vita, aggiungendo un semplice spazio tra nome e cognome.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><em><a title="Giovanni Perazzoli, 11 marzo 2010 della falsa cronologia" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/pastorale-italiana/">Pastorale italiana</a></em></li>
<li><em><a title="Angelo d'Orsi, 10 marzo 2010 della falsa cronologia" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/berlusconi-napolitano-e-leutanasia-della-democrazia-italiana/">Eutanasia della democrazia italiana</a></em></li>
<li><em><a title="Enzo Palmesano, 09 marzo 2010 della falsa cronologia" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/fini-un-lupo-travestito-da-agnello/">Fini? Un lupo travestito da agnello</a></em></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Facta bis (1922 &#8211; 2010)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 18:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunauta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>
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		<description><![CDATA[Reazioni al decreto salva-alcune-liste (non tutte&#8230;) del 5 marzo 2010 n. 29 &#8220;Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione&#8221;, approvato dal governo e controfirmato dal Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e dunque il vigore dal 6 marzo 2010. Golpe istituzionale. di Luigi De Magistris (06 marzo 2010 della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Reazioni al <em>decreto salva-alcune-liste</em> (non tutte&#8230;) del 5 marzo 2010 n. 29 <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2010/03/08/8_marzo_pubblicato_il_decretol.html">&#8220;Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione&#8221;</a>, approvato dal governo e controfirmato dal Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e dunque il vigore dal 6 marzo 2010.<br />
<span id="more-502"></span></p>
<h3>Golpe istituzionale.</h3>
<p><em>di <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/decreto-salva-liste-de-magistris-golpe-istituzionale/"><strong>Luigi De Magistris</strong></a> (06 marzo 2010 della falsa cronologia)</em><br />
<a href="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/io.voto_.pdl_.jpg"><img style="margin: 0 0 5px 10px" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/io.voto_.pdl_.jpg" alt="" title="non_per_tutti" width="251" height="314" class="alignright size-full wp-image-522 colorbox-502" /></a> Siamo alla sovversione dell&#8217;ordine democratico e della Costituzione legalizzata da un intervento del Presidente della Repubblica. Tutti auspichiamo che ad una competizione elettorale partecipino tutti gli schieramenti politici, ma la differenza tra uno stato autoritario ed uno stato di diritto è che nello stato di diritto le regole si rispettano.</p>
<h3>Napolitano come Facta?</h3>
<p><em>di <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/decreto-salva-liste-flores-darcais-napolitano-come-facta/"><strong>Paolo Flores d&#8217;Arcais</strong></a> (06 marzo 2010 della falsa cronologia)</em><br />
Voglio evitare in una situazione così drammatica dei toni che potrebbero sembrare esageratamente polemici. Ma non posso fare a meno di dire che il comportamento del presidente Napolitano ricorda in modo impressionante il comportamento del governo Facta ai tempi della marcia su Roma.<br />
<img style="margin: 5px 10px 5px 0" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/napolitano_fantoccio.jpg" alt="" title="ad_personam" width="294" height="321" class="alignleft size-full wp-image-521 colorbox-502" /> In un paese democratico esistono delle leggi, leggi che i politici stessi in Parlamento hanno fatto e che sono tenuti a rispettare. Non è accettabile la logica che le leggi si fanno rispettare per i nemici e si interpretano per gli amici, perché questa è la fine dello stato di diritto. Di fronte all&#8217;incapacità e alla cialtroneria di gruppi dirigenti regionali del partito di Berlusconi, che non sono riusciti a presentare regolarmente le loro liste, l&#8217;unica via da seguire era quella della legge, ovvero ciascuno ha diritto a fare dei ricorsi e vi sono dei magistrati deputati a decidere. Cercare di stravolgere questo procedimento democratico significa infliggere alla democrazia liberale un vulnus gigantesco.<br />
Il fatto che poi si dica che le regole sono cose secondarie rispetto alla sostanza indica il baratro in cui ormai il nostro Paese è arrivato. Mi domando se non sarebbe responsabile da parte delle opposizioni dichiarare apertamente che in queste condizioni saranno loro a ritirare tutte le liste dalle elezioni e a non parteciparvi.</p>
<h3>Napolitano garante di Berlusconi, non della Costituzione.</h3>
<p><em>di <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/tabucchi-%E2%80%9Cnapolitano-garante-di-berlusconi-non-piu-della-costituzione%E2%80%9D-audio/"><strong>Antonio Tabucchi</strong></a>  (07 marzo 2010 della falsa cronologia)</em><br />
Un&#8217;altra legge vergogna. Ritengo responsabile in prima persona Giorgio Napolitano. Per gli esegeti del regime non poteva non firmare. Invece poteva, bastava che volesse. Le leggi razziali nel &#8217;38 non le firmò Mussolini, ma Vittorio Emanuele III. Nelle vere democrazie l&#8217;operato del Presidente della Repubblica è sottoposto alle giuste critiche dell&#8217;opinione pubblica, ma in Italia non si può, è lesa maestà. Napolitano, questa volta in maniera flagrante, ha rotto i patti con gli italiani. Oggi, con questa legge illegale e totalitaria, quando ci dice che, fra le regole della legge e il dover impedire ai cittadini di votare una lista, lui sceglie di rompere le regole perché sono una forma, ebbene io rispondo che tutte le leggi che abbiamo sono una forma, anche la Costitutuzione è una forma perché è fatta di regole. <a href="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/stampatello.jpg"><img style="margin: 5px 0 5px 5px 10px" src="http://www.dissidenti.it/go/wp-content/uploads/2010/03/stampatello.jpg" alt="" title="stampatello_in_testa" width="312" height="315" class="alignright size-full wp-image-523 colorbox-502" /></a> E se si rompono le regole della Costituzione si rompe la Costituzione. In questo momento storico Napolitano non è garante della mia Costituzione, mi pare si sia fatto garante di Berlusconi. Se Napolitano non capisce che deve prima di tutto difendere la Costituzione con le sue forme, nessuno lo obbliga a stare al Quirinale: è un dovere e questo dovere richiede molta, molta attenzione, perché ormai in Italia la Costituzione è stata divorata.</p>
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